i fili del cuore

Due giorni fa, mentre andavo in ufficio in metropolitana, mi è caduto l’occhio sul telefono della ragazza che era seduta di fianco a me. Stava cercando delle immagini sul tema del filo rosso del destino.

Ne avevo sentito parlare per la prima volta una decina di anni fa. È una leggenda cinese, diffusa però principalmente in Giappone, secondo la quale ognuno di noi nasce con un filo rosso legato al mignolo della mano sinistra, che ci lega indissolubilmente alla persona a cui siamo destinati…al grande amore, insomma.

In realtà nella versione originale, che riporto qui sotto, si parla di piedi e non di mignoli della mano, ma con il passare del tempo questi hanno avuto la meglio (in effetti è un concetto un po’ più romantico).

Il filo sarebbe quindi lunghissimo, indistruttibile e invisibile, in grado di tenere unite due persone destinate prima o poi ad incontrarsi e a stare insieme per sempre.

È un’idea che mi ha sempre affascinato ma che, devo dire la verità, fino a poco tempo fa non capivo fino in fondo. Ne avevo sempre dato un’interpretazione più allargata.

Mi immaginavo che ci fossero tanti fili, non per forza rossi, che non dovevano necessariamente portarmi a sposare qualcuno e che infatti non mi legavano al fidanzato ma ad amici e famigliari. Perché per me non esistevano rapporti uomo-donna indissolubili. Anche quando pensavo di essere innamorata avevo sempre l’impressione che la storia potesse finire da un momento all’altro. Nonostante fossi quasi sul punto di fare una promessa – in cui peraltro credo molto -, non riuscivo mai ad utilizzare le parole “per sempre”. Perché pensavo che tutte le relazioni, compresa quella, potessero finire.

fili-del-cuoreMa non è così. Ci sono alcuni rapporti che effettivamente rimangono sempre vivi nonostante la distanza, le difficoltà, i silenzi e le scelte individuali. Esistono quelli che adesso chiamo i fili del cuore.

Le persone che tengono le altre estremità non si incontrano per caso, c’è sempre un perché che non si comprende necessariamente subito.

Il cuore ci permette di vivere i rapporti più emozionanti e reali della nostra vita, quelli che ci permettono di capire chi siamo. Per questo bisogna fidarsi delle sue percezioni, anche quando la mente si mette di traverso.

Quella del cuore è una consapevolezza naturale, spontanea e immediata, una conoscenza che non passa attraverso la logica, un sapere che ci mostra la verità senza bisogno di parole, perché appartiene a un modo diverso di leggere il mondo, a qualcosa di più grande della ragione umana.

Mi immagino quindi molti fili colorati, tanti quanti sono i nostri legami, tante quante sono le persone che, attraverso il cuore, riusciamo a sentire sempre.

Tra questi, probabilmente c’è anche quello rosso.
Quelli che si spezzano, invece, ci tengono legati a momenti, situazioni, aspetti della nostra vita magari anche molto importanti.
…Ma non al cuore. (altro…)