testa vs cuore

“Ti scrivo con calma domani mattina. Mi stava mancando l’aria perché ti sentivo lontana. Anzi, lo sei. La tua testa vuole allontanarsi da me, ma fortunatamente ho il tuo cuore che è mio alleato.”
“Ste, ma cosa stai dicendo?”
“…”
“Beh…in effetti hai ragione. Ora però mi spieghi come hai fatto a capirlo.”
“A dire il vero non lo so. Ma è così. Lo sento.”

Dovevo abituarmi al fatto di avere di fronte una persona che mi capiva più di quanto io capissi me stessa. Perché, per qualche motivo, era in grado di guardare dentro di me, cosa che io non avevo mai avuto il coraggio di fare. E in un certo senso non sapevo nemmeno cosa significasse. L’avevo scampata per ventotto anni. Poi è arrivato lui, che – senza volerlo – mi ha costretta a farlo, mettendomi di fronte a quello che mi sembrava un buco nero. Perché – questo l’ho capito strada facendo – guardarsi dentro significa prendere consapevolezza delle proprie paure più profonde. E successivamente dei muri che abbiamo eretto per nasconderle.

La mattina seguente, mentre ero in riunione, mi è arrivata una sua email, che ho letto immediatamente.

Dai, spiegami bene cosa ti è successo ieri. Perché ti sconvolgi troppo? Capisco tutto ma questo aspetto non mi è chiaro…ti ho solo parlato di alcune mie sensazioni ed esternato qualche pensiero. Certo, ho anche tirato fuori un argomento scomodo, ma dovevo farlo. Credo che sia importante parlare, anche se sicuramente complichiamo la situazione, ma personalmente io sono fatto così. Tu invece…sei incredibile. A volte chiudi le discussioni, poi le riapri perché vuoi smarcare qualche punto aperto, poi non riesci a stare senza sentirmi e mi mandi un messaggio, poi stacchi la spina (perché ti ripeto, l’hai fatto), ma qualche ora dopo ti svegli e mi pensi (confermi anche questo, vero?). Cosa intendi con “Ti devo prendere a piccole dosi”? Vuoi che ci sentiamo meno? Facciamo quello che preferisci, l’importante per me è tenere vivo il rapporto.
Vederti è stato stupendo, anche se solo per un’ora. E non so nemmeno se sia il caso di scriverti queste cose perché mi avvicini e allontani in continuazione.
Comunque ti vorrei fare tre domande – se non vuoi rispondere non farti problemi.
Che spiegazione ti dai al fatto che il tuo cuore è qui accanto a me mentre la tua testa ogni tanto mi respinge?
Perché non riesci a leggere le mail in un colpo solo?
Mi dici cosa hai pensato ieri quando mi hai messo da parte?
Forse ho capito qual è il problema e un giorno te lo dirò, te ne avrei parlato durante il pranzo ma non me lo hai permesso, meglio così forse.
Ora ti lascio tranquilla, ciao Bellina.
Ah capisco il discorso del ciclone…vale lo stesso per me.

Al termine della riunione ho preso in mano il mio telefono personale e gli ho mandato un messaggio su Whatsapp.
“Mi sconvolgo perché come ti ho detto più volte non mi sono mai guardata molto dentro e pensavo di poter continuare così fino alla fine dei miei giorni sinceramente…Invece ho te che fai domande, dai risposte, mi leggi nella mente, ragioni, ti contraddici, capisci tutto. E ovviamente ti chiederei di non smettere mai perché è bellissimo sentire e scoprire queste cose, ma come fa a non essere sconvolgente?”

“Hai ragione. Devo ammettere però che mi piacerebbe che tu facessi lo stesso con me, ma a te “piace” solo essere analizzata e viceversa, non vuoi analizzare me. Ma va benissimo così, mi basta che tu sia serena…”
“Beh ma analizzando me analizzi anche te stesso. O sbaglio?”
“E’ proprio vero, per questo ci riesco molto facilmente.”
“Comunque sì, ieri sembravo una matta a pranzo quando ti interrompevo in continuazione e sì, ad un certo punto ho staccato la spina e sì, stamattina mi sono svegliata pensandoti.”
Testa vs cuore.”
“Dici che si tratta di questo? Sto impazzendo, anche se in fondo devo ammettere che mi diverto!”
“A chi lo dici. E anch’io sto impazzendo. Anzi, se ci penso bene, ora non più. Da ieri sono un altro, non so cosa mi hai fatto, forse è merito dei tuoi occhi che brillavano o forse…mah, chissà. Dai, rispondi alle domande.”
“Ok prof!”
“Ahah! Va beh per una volta che cerco di mettere ordine…”
testa-vs-cuore“Ma infatti è perfetto. Quindi, risposta numero uno: non voglio dipendere da nessuno e mi sto rendendo conto che con te…non ci riesco. E non ci sono mai riuscita. Ti faccio un esempio un po’ datato. Quando frequentavamo il corso di grafica, le mie giornate ruotavano intorno a quelle tre ore del mercoledì sera. Se ti ricordi bene, non ho mai voluto niente di specifico da te – anzi, ti evitavo proprio. Sapevo che ti avrei visto e questo mi bastava. Ma ad esempio mi ricordo di un giorno in cui non ti eri presentato perché eri a Londra per lavoro e io ero nel panico! Potrei farti tanti esempi più recenti, ma ti ho parlato di questo per farti capire quanto questa sensazione sia radicata in me. La definirei innata. Tutto questo per la mia testa non è accettabile…”
“Ok allora allentiamo un po’, non voglio diventare un’ossessione. Comunque ti capisco benissimo perché è la stessa cosa che succede a me. Mi sono dato una spiegazione, ma evito di dirti anche questo per ora. Non te l’ho mai detto, ma da quando ci siamo ritrovati in azienda, la lontananza da te mi ha sempre creato degli scompensi, fino a poco fa tolleravo al massimo una distanza di cento chilometri. Anche per me non è mai stato accettabile. Ed è questo il motivo per cui ero in crisi per il mio trasferimento.”
“Dai, dimmi quale spiegazione ti sei dato.”
“Assolutamente no, non sei pronta e forse non lo sono nemmeno io.”
“Ok, mi fido.”
“Bene, signorina. Le metto un 6-. Vediamo se riusciamo ad alzare il voto finale con la risposta numero due.”
“Per quello che ti dicevo prima. Non mi sono mai guardata dentro per paura di perdere l’equilibrio, ma tu mi stai costringendo a farlo. Anzi, lo fai tu per me.”
“Ok. Voto 8. Comunque proverò a non destabilizzarti. Resterai in equilibrio…se così si può chiamare, matta che non sei altro.”
“Mi riferisco al mio equilibrio squilibrato, infatti!”
“Ah, ecco. Dai, vai con l’ultima risposta.”
“Come ho fatto a metterti da parte…mi sono detta basta, devo ri-impossessarmi delle mie facoltà mentali! Ho aperto dei documenti di lavoro e in un paio di ore…”
“…hai fatto quello che normalmente faresti in due giorni.” ha proseguito lui.
“Già…mi fai paura.”
“E’ successa la stessa cosa a me. Ero così sintonizzato che forse il mio cervello pensava in questo momento non mi batte nessuno, si è incastrata la metà che mancava per essere invincibile.”
“Ma tu eri già invincibile, anche prima di incontrare me.”
“Ho sempre pensato di esserlo. Adesso vedo tutto in modo diverso.”
“Comunque non c’entra nulla, ma io sento di avere una sorta di responsabilità, come se la gente si aspettasse sempre un sacco da me e non so se fino ad ora sono stata all’altezza.”
“Questo è troppo. Stessa cosa identica per me. Adesso cominci a farmi paura anche tu! E’ una cosa che mi condiziona tantissimo e che influenza quasi tutte le mie decisioni.”
“Immaginavo, infatti. Insomma, che voto ho preso?”
“7 e mezzo. Ti sei lasciata un po’ andare.”
“Bene…mi hanno appena detto che domani parto per Copenhagen alle 7 di mattina.”
“Per quel progetto che mi dicevi? Sei contenta?”
“Sì, per quello. Insomma…ho perso interesse per tutto. A parte qualche picco di lucidità, non riesco a stare dietro a nulla.”
“Vedrai che starai bene.”
“Non so se riusciremo a sentirci. Viene anche Gabriele e ci fermiamo per il weekend. Scusa se te lo dico così ma…”
“Isa, non iniziare con le giustificazioni. Se ti va di sentirmi, scrivimi. Sull’email dell’università.”
“Ok.”

Come avrò modo di raccontarvi, la mia battaglia testa vs cuore è durata qualche mese.
Se avessi dato retta alla testa, probabilmente ora sarei sposata e in dolce attesa. Non avrei capito il significato di dolore che ti lacera l’anima. La mia vita non avrebbe avuto alti, ma nemmeno bassi. Sarebbe stata piatta. Avrei vissuto nel mio mondo equilibrato, fatto di un numero sconsiderato di illusioni ma anche di tante certezze. E quindi qualcuno mi potrebbe dire…te lo dovevi tenere stretto!
No. Perchè se non avessi ascoltato il cuore, non avrei mai conosciuto la vera felicità e non sarei qui a raccontarvi questa storia. Complicata e purtroppo anche dolorosa. Ma piena di un milione di emozioni legate ad un sentimento che non credevo potesse esistere.