nel suo mare di colori

“Allora, come sono andate le riunioni? Li hai stesi tutti?”
“Ma che ne so…Non so neanche come mi chiamo in questo momento. Tu sei completamente folle.”
“Cosa ho fatto?”
“Da quando ho letto il messaggio dell’aereo non ho capito più nulla.”
“Mi hai chiesto tu di essere spontaneo.”
“Sì ok, ma tenendo in considerazione il contesto.”
“Ah ok, il contesto…e che contesto c’è adesso?”
“Smettila di provocarmi.”
“Non ti sto provocando, streghetta. Hai deciso tu di raccontarmi cosa ti è successo. Quella comunque è la voce del cuore. Puoi smentirmi quanto vuoi, puoi dire che per te è diverso, ma i punti di contatto del bivio stanno aumentando verso la seconda strada, quella che non si può nominare. E parlo per entrambi. Perché certe cose non si possono provare per caso. Comunque…lunedì pranziamo insieme? Non ti dirò tutto quello che penso altrimenti non rientri in ufficio. Ma prima o poi lo farò. Ti dirò cosa pensa la mia testa e cosa pensa il mio cuore. E se l’altra volta sei rimasta sconvolta, questa volta ti prendi una settimana di ferie.”.

“Ti presento la tua nuova collega.”. La voce di un mio collega ha interrotto la nostra conversazione. Mi sono girata e ho riconosciuto Camilla.
“Piacere, Isabella.”
“Piacere mio. Ho sentito tanto parlare di te.”
“Male, intendeva.” ha aggiunto il mio capo, che ci ha raggiunti in quel momento.
“Impossibile.” gli ho risposto, rivolgendo a lei uno sguardo complice. Poi ho aggiunto “Ci vediamo negli uffici di Milano allora. Quando ti trasferisci?”
“Isa, te l’ho detto stamattina…arriva martedì. Sai Camilla, tra meno di sette mesi si sposa, bisogna avere pazienza con lei, è più distratta del solito ultimamente ma rimane sempre la nostra punta di diamante.”
“Grazie capo. E quanto al tuo arrivo, ha ragione lui, mi era passato di mente. Ci vediamo settimana prossima allora.”.

Ho cercato di dileguarmi il prima possibile perché il mio telefono continuava a vibrare e dalla lunghezza del testo che avevo intravisto, avevo la sensazione che Stefano fosse partito in quinta un’altra volta.
Ero così concentrata a leggere e rileggere le sue parole che non mi sono accorta di essere rimasta completamente sola in quella sala immensa.
Mi sono guardata intorno e invece di dirigermi verso il guardaroba, mi sono seduta su una poltrona, ho chiuso gli occhi per qualche secondo e ho preso una decisione. Era arrivato il momento di lasciarmi andare. Che senso aveva continuare a remare controcorrente?

“Lunedì a pranzo non posso, se vuoi facciamo dopo il lavoro. Mollo tutto ed esco alle 18. Va bene?”
“Ok. Posso fare una precisazione rispetto a quello che ti ho detto prima?“
“Certo, dimmi.”
“Ho tirato fuori di nuovo il discorso del bivio, lo so. Non volevo dire che sono innamorato di te. Ma una cosa è certa: non puoi provare determinate sensazioni per un’amica, anche se non è una semplice amica. E ti dirò di più. Sono sicuro che in un’altra situazione, in un’altra vita, in un contesto diverso – così sei contenta 😉 – avresti potuto conquistare una cosa che nessuno riuscirà mai ad ottenere: il 100% del mio cuore e delle mie facoltà mentali.”.

In quel momento Stefano non poteva saperlo, ma non sarebbero serviti un’altra situazione, un’altra vita, o un altro contesto. Quello che diceva era vero e si è infatti realizzato nei mesi successivi, proprio quelli che mi mancavano per andare all’altare. Anzi, a dire il vero è servito davvero poco tempo.

E così, è arrivato il mio turno.
“Ho capito. Bene, allora se vuoi la verità la avrai, ma adesso! In realtà ho perso la testa per te, completamente, il cuore poi non parliamone, quello è totalmente fottuto. Ma penso che non abbia niente a che fare con l’amore nel senso di innamoramento, avere una relazione o cose simili e di questo sono certa. Sai perché? Ti faccio un esempio numerico: fatto cento quello che sono ora, con te divento duecento, ma non posso in alcun modo togliere nulla dal cento iniziale. E’ impensabile e credimi – non mi farei di certo problemi a chiudere una relazione in cui non credo, perché voglio stare bene e non sono disposta a scendere a nessun compromesso per questo. Preferisco prendermi un rischio, anche grande, ma non posso pensare di portare avanti un rapporto di cui ho anche solo un minimo dubbio. E quindi Ste non so cosa sia, credo che si tratti di un sentimento che non esiste! Ho pensato tante volte di essermi innamorata di te ma non è questo, non so cosa mi stia succedendo, so solo che ti voglio nella mia vita, non so perché, come o quanto. Anzi sì, tanto. È chiaro che se le nostre vite non stessero percorrendo binari così definiti qualcosa sarebbe diverso, perché non avremmo vincoli. Ma penso che nessuno dei due si farebbe problemi ad ammettere di volere qualcosa in particolare. Ecco, ce l’ho fatta. Credo di aver parlato attraverso il cuore. Infatti mi batte fortissimo. Meno male che con l’inizio dei tuoi corsi tutto questo si doveva spegnere.”

Ho fatto una breve pausa e poi ho aggiunto “Ah e quello che hai detto sul fatto che potrei riuscire a conquistarti completamente vale anche per me. Sempre che tu non l’abbia già fatto.”

Sono passati almeno dieci minuti prima che Stefano riuscisse a mettere insieme una risposta.
“Quando ho letto le prime parole del tuo messaggio ho fatto fatica a stare in piedi. Ti voglio rispondere con calma nelle prossime ore. Comunque secondo me tu sei finta, devi essere un prodotto della mia mente. Non vedo l’ora di scriverti Bellina, era così difficile parlare con il cuore?”
“Sì, perché dovevi mandarmi in tilt la testa e credo che tu ci sia riuscito.”
“Allora siamo fottuti. Che bello, sono felice.”
“Hai combinato un disastro.”
“Ma perché? E perché io? Tu dov’eri? E’ la cosa più bella del mondo, altro che disastro.”
“Sei tu che hai inviato la lettera da cui è partito tutto, sei tu che mi hai regalato una collana che ho sempre addosso, sei tu che hai una sincerità disarmante e sei tu hai il coraggio di tirare fuori discorsi assurdi! Scherzo ovviamente, se fosse stato per me non ci sarebbe stato niente di tutto questo e sarebbe stato un vero peccato…forse è la cosa più importante che mi ha insegnato questa storia fino ad oggi.”
nel-suo-mare-di-colori“Hai ragione, tu non facevi né dicevi nulla, ma lo hanno sempre fatto i tuoi occhi per te. Certo, poi ho fatto lo scatto decisivo. Ho imparato tante cose anch’io, una su tutte: esistono persone meravigliose per cui vale la pena impazzire. Adesso sei un’altra comunque, ti prego non tornare ad essere chiusa e timorosa, così sei fantastica e sono proprio tranquillo. E felice.  Hai completato la mia vita e ti devo molto. Mentre ti rispondo continuo a rileggere le tue parole. Tutto quello che abbiamo scritto è un capolavoro d’amore. Sì Isa, d’amore, prendiamo in prestito questo termine fino a quando ne troveremo un altro – se esiste – che vada bene ad entrambi.”
Ma lo so che è Amore, sarà una specie protetta di amore.
La più bella e rara. Esatto, con la lettera maiuscola.”
“Già…”
“Dove tieni la collana?”
“Ce l’ho sempre al collo. Ce l’avevo anche l’altro giorno quando ci siamo visti, l’avevo nascosta sotto la camicia.”
“Perché?”
“Perché la testa controllava ancora tutto. Continuavo a spostarla dentro e fuori, poi la toglievo, ci giocavo, la rimettevo via, la riprendevo poco dopo. Devo ancora capire come hai fatto a rendermi così, se hai definitivamente abbattuto il mio muro o se ti sei infilato in una fessura.”
“Spero che sia la prima ipotesi. Come ho fatto? Te lo dico io: aprendoti il mio cuore. Tieni la collana sempre con te e non sarai mai sola.
“Grazie, Ste.”
“Ti scrivo più tardi. Sei unica.”

Mentre rileggevo ho pensato che potesse sembrare assurdo il fatto che Stefano e Isabella non avessero ancora capito di essere innamorati, quindi vorrei fare un approfondimento. Probabilmente non erano ancora pronti ad ammetterlo. Nè tanto meno a mettere in discussione le decisioni prese fino a quel momento. Si sono trovati inaspettatamente di fronte ad un sentimento in tutto e per tutto nuovo per entrambi. Immaginatevi di scovare un animale che non avete mai visto prima in un posto che conoscete bene e in cui, proprio per questo, non immaginereste mai di vederlo. Sareste curiosi, spaventati e non sapreste quale nome attribuirgli. Vi avvicinereste con timore, per poi magari scoprire che è la creatura più speciale che abbiate mai incontrato. Questa metafora dovrebbe rendere l’idea di quello che i due ragazzi stavano passando prima di capire che sì, era effettivamente Amore, ma un amore davvero raro, quello incondizionato, da scoprire un po’ alla volta per poi tuffarsi nel suo mare di colori.