“Non riesco ad addormentarmi perché continuo a pensare a come mi sono comportato. Scusami davvero, Isa. Non succederà più, te lo prometto. Si è trattato solo un modo infantile e inutile per difendermi da te. Non mi aspetto una risposta, so che mi dirai che non devo nemmeno giustificarmi, ma lo faccio perché temo di avere passato alcuni concetti sbagliati.
La verità è che ho una paura folle di perdere te insieme a tutto ciò che sta succedendo, che riempie le mie giornata di gioia. Sappi che avrai sempre un posto nel mio cuore qualunque cosa accada, ma ricordati anche che dobbiamo vivere tante cose insieme, a prescindere da una possibile storia. Perché non esiste una ragione al mondo che ci possa vietare di divertirci. A Boccadasse prima o poi ci andremo, un giorno ci lasceremo andare fino allo sfinimento e una notte…”
“Stavo per scriverti una cosa ma mi hai preceduta…forse sono io che ti devo delle scuse, non lo so, da un certo momento in poi non ho capito più nulla. Hai ragione quando dici che sono un po’ matta, ma cosa ci posso fare? Non vorrei mai comportarmi così e ti assicuro che non lo farei con nessun altro. Ma con te cerco sempre di essere sempre sincera. Dicevi…una notte…?”
“Una notte vedrai. Non ho in mente nulla di particolare, so solo che sarà magica. Scusami ancora comunque, mi è andato il sangue al cervello e non ricordo nemmeno con precisione cosa ti ho scritto. Mi sono comportato da egoista e con te non lo sono mai stato. E questo non è giusto per la persona che sei e per quello che provo per te.”
“Non ti preoccupare, è tutto a posto. Certo, sono molto dispiaciuta. Ma non tanto per quello che mi hai detto, quanto piuttosto per il fatto stesso di aver discusso con te. E’ così strano…se ci pensi però, nell’assurdità del nostro rapporto, questo forse è uno degli eventi più normali…”
“E’ vero, ma non riesco comunque a perdonarmi il fatto di aver reagito in quel modo. E a te non è ancora passata, lo sento…”.

Aveva ragione. La sua reazione mi aveva spaventata, si era trasformato in una persona molto distante dall’uomo che stavo scoprendo, al punto che non riuscivo quasi più a riconoscerlo. Ma del resto non mi potevo nemmeno aspettare che fosse in grado di gestire sempre la mia follia. Ero arrivata a dirgli che mi ero addormentata tra le braccia di Gabriele, che quello che stavo facendo era profondamente sbagliato, che avevo bisogno di tempo, che forse non sarei mai riuscita a scappare con lui, come dicevamo sempre. Come volevamo entrambi.

Però lui mi aveva ferita. E sapeva esattamente quanto. In un modo che aveva più o meno la stessa dimensione e intensità della lettera che mi ha scritto nelle ore successive.

Domani ho un esame alle 8, sono le 3 di notte e sono qui a scriverti perché non mi do pace per oggi…Non voglio torturarti né essere ripetitivo ma sento davvero l’esigenza di chiederti scusa ancora una volta per cercare di spiegare almeno in parte la mia reazione. Lo so, non ho fatto niente di indicibile, ho semplicemente perso per un attimo il controllo in senso negativo perché tu, anzi noi (da oggi anch’io), siamo totalmente pazzi ad affrontare certi argomenti. E in fondo penso che sia giusto perché fa parte del nostro rapporto….cosi bello e immenso da essere a tratti ingestibile…A parte questa banale premessa, volevo da un lato chiederti scusa per tanti motivi e dall’altro darti delle certezze infinite…Isa oggi mi sono trasformato in una persona che non avevo mai incontrato e hai ragione quanto mi dici che ero un altro. Sappi che l’ho cacciato.

a-pezziHo messo in dubbio il nostro rapporto per rabbia, abbiamo anche usato il termine chiudere. Ma chiudere cosa? Ti ho scritto “me ne vado”, “basta, vediamo cosa succede”, “fai le tue scelte e lasciami stare”. Bellina non posso perdonarmi di avere detto tutto questo. So – anzi spero – che tu lo possa fare perché consapevole che si sia trattato di una reazione d’Amore. Ho paura di perderti Isa, di staccarmi da te. Non so come si possa evolvere questa situazione, né cosa possa succedere nel breve termine, non capisco nemmeno perché sia capitato proprio a me, ma la verità è che credo di non poter più fare a meno di te…e mi sembra così strano dirlo…io che non sono mai dipeso da nessuno, che sono sempre stato “intero”, da un po’ di tempo a questa parte mi sento a pezzi. Non nel senso classico del termine. E’ come se mi mancasse qualcosa. Come se mi fossi trasformato in un puzzle che può essere completato solo insieme a te. E questa è una sensazione meravigliosa e allo stesso tempo destabilizzante. Perché quando ho la percezione di perderti mi spavento. Ma proiettare le mie insicurezze su di te è profondamente ingiusto.

Sei venuta da me per chiedere aiuto, per trovare conforto, stai impazzendo, soffrendo, ti stai studiando per cercare di capirti meglio. Volevi parlare con una persona vicina, forse troppo, forse la meno indicata, ma una persona con la quale hai un’intimità unica e che comunque rappresenta un punto di riferimento in questo momento difficile. Ti sei appoggiata alla mia spalla perché sono stato io ad invitarti a farlo…e poi come ho risposto?
Inizialmente con la comprensione totale. Poi sei entrata sempre più nel dettaglio e non ho capito più nulla, ho iniziato a dirti cose insensate e a ferirti, ma ti sei resa conto del discorso che mi hai fatto? Un giorno ti innervosisci quando ti spiego come sia nuovo per me il fatto di non provare attrazione per altre donne, un altro mi racconti della tua serata con il tuo fidanzato, con dettagli che probabilmente non racconti nemmeno alle tue amiche…quanto sei matta? Anzi, quanto siamo matti? Concedimi questo attimo di follia…sto ripensando a cosa ho digitato su quella tastiera, dalle frasi più sconclusionate a quel “Scappo per sempre”.
Ma dove vai, cretino? Me lo dico da solo!

Esiste una sola cosa che può farci allontanare: si chiama paura.
Da adesso in poi cercherò di metterla da parte e di lottare ogni giorno per la nostra felicità.

“Ci vediamo a New York.” gli ho scritto, finalmente davvero convinta della mia decisione.
Sarà un sogno. A presto, piccola magica e folle streghetta.”.