In un primo momento la paura ha avuto il sopravvento.

Non potevo buttare via tutto quello che avevo costruito in 10 anni di relazione. Non potevo accettare che un altro uomo si intromettesse tra me e il mio fidanzato di sempre.
Il ragazzo con cui ero cresciuta, con cui avevo condiviso tutto, con cui avevo fatto tanti progetti. Progetti che erano più miei o suoi che nostri, ma questo l’ho capito in un secondo momento.

Non capivo cosa mi stesse succedendo ma soprattutto perché fosse capitato proprio a me.

Capitato cosa, poi? Non lo sapevo. In fondo tra me e Stefano non c’era stato proprio nulla. Era solo un’amicizia speciale, ci conoscevamo da anni.

Ma quando aveva annunciato davanti a tutti gli amici che era stato preso per un MBA all’estero, mi ero sentita morire e non riuscivo a darmi una spiegazione per quella reazione.
Ero al settimo cielo per lui, ma volevo solo piangere.

E poi, cosa potevo dirgli? Mi avrebbe presa per pazza se gli avessi detto che ero terrorizzata dall’idea che si allontanasse da me. Proprio io che ero così indipendente, sicura di me ma soprattutto…proprio io che ero fidanzata con un altro. Senza contare che lui era sposato e mi aveva sempre vista come un’amica. Cosa avrebbe pensato se gli avessi detto che passavo delle notti insonni al pensiero che lasciasse Milano? Come potevo dirgli che qualche giorno prima, di fronte a un suo sorriso, avevo provato una fitta al cuore?

Pensando che fosse un momento di fragilità temporanea, ho deciso di troncare tutto sul nascere. Qualsiasi cosa fosse, non le avrei permesso di formare una crepa nella mia vita, che all’apparenza era perfetta: mi stavo per sposare e avevo un ottimo lavoro ottenuto con tanti sacrifici. Si stava tutto svolgendo secondo i miei piani. Piani appunto, non sogni. Ma anche questo non mi era chiaro.

Allora scappo, mi sono detta, convinta di essere ancora in tempo a tirarmi indietro.

Ho detto a Stefano che non ci potevamo più sentire e l’ho pregato di non farmi domande. Ho visto un grande disorientamento nei suoi occhi, lo stesso che stavo vivendo io e che pensavo dipendesse dal fatto che da fuori il mio comportamento era completamente assurdo e immotivato. In realtà, dopo qualche settimana, ho saputo che la confusione che traspariva dal suo sguardo era legata a quello che stava provando dentro di sé, prima ancora che alle mie richieste. Perché anche lui era inspiegabilmente terrorizzato dall’idea di allontanarsi da me.

Ma tanto ci avevo già pensato io a chiudere. Avremmo proseguito le nostre vite serenamente con le persone che avevamo accanto da sempre.

allora-scappo

Però continuavo a non dormire la notte.
Davo la colpa alla nuova casa (mi ero appena trasferita), al nuovo lavoro del mio fidanzato (e al suo essere perennemente stressato), a situazioni contingenti e soprattutto esogene.
In realtà a livello inconscio la crepa si era già formata e la mia crisi era già partita, senza che fosse successo nulla ma soprattutto senza che la potessi arginare o controllare.

Ero abituata a reagire a problemi esterni a me, situazioni anche molto dolorose, infelicità cronica di tante persone a cui ero legata, ma guardarsi dentro era un’altra cosa. E non ero pronta a farlo.

Così sono sparita per un mese.