Cara Bellina,

continuo a ripensare all’ultima sera…a quel bacio…ai tuoi occhioni che sprigionavano amore, allegria, energia e tutte le cose più belle che una persona possa trasmettere e diffondere nel mondo. Ripenso anche alla paura che ho provato quando stavamo per raggiungere quel bivio e ai secondi che hanno preceduto l’ultimo Stop prima della tua svolta a destra.

Credo che una parte di me lo sapesse fin dall’inizio. Anzi, su questo non ho dubbi, ma speravo di sbagliarmi.

Pensavo che un futuro insieme fosse la cosa più logica e scontata che ci potesse capitare dopo quello che avevamo passato e voluto fortemente. Pensavo che, dopo i primi sforzi e le prime decisioni complicate, ci sarebbe stata la ricompensa che tanto desideravo. Invece c’è stato un momento, e poi un altro ancora, in cui ho avuto l’impressione che questo pozzo di imprevedibilità non avesse una fine. E ho più volte pensato che non avrei mai dovuto togliere la copertura che lo aveva isolato per tutti quegli anni. Perché ad imprevedibilità continuava ad aggiungersi imprevedibilità e non avevo idea di come si potesse fermare questa “emorragia”, come l’ho definita nei giorni più bui.

Pensavo di poterla bloccare restando immobile e forse – dico forse – effettivamente ne traevo qualche beneficio.
Ma era un benessere effimero.
E credo anche non del tutto autentico.

Così non ho avuto altra scelta che continuare ad attingere a quel pozzo e lasciarmi stupire dall’evolversi degli eventi e da ciò che la vita aveva deciso di mettermi di fronte. E’ stata una delle prove più difficili che abbia mai dovuto affrontare, per certi aspetti forse la più dura, perché nei momenti di sconforto non facevo altro che pensare al fatto che fosse partito tutto da una mia decisione: quella di non soccombere alla paura di cambiare.

La sensazione è stata quella di cadere da un’altezza incalcolabile, con una prima parte di volo libero, in picchiata, con l’aria in faccia che non mi permetteva di respirare e di tenere gli occhi aperti, fino a quando ho capito di avere un paracadute. L’ho aperto e solo allora ho iniziato, un po’ alla volta, a sorvolare sul passato e a guardare oltre, ritrovandomi e iniziando a vivere davvero, come forse non avevo mai fatto prima.

Ti auguro di mantenere sempre viva la persona che hai scoperto di essere.
Quella ragazzina bionda con gli occhi sempre lucidi, mille paure e milleuno desideri, sei Tu. La parte più bella di te. Non lasciarla andare via. Proteggila sempre e cerca di tenerla viva.
Ti svelo un segreto: si nutre di sogni.
E tra tutti i sogni ne ha uno, il più grande…falla scrivere. Falla anche disegnare ogni tanto, ma non dimenticarti mai di farla scrivere.

Un giorno tutto questo avrà un senso, te lo prometto.

Isabella

Stefano aveva deciso di andarsene.
Non quella sera, probabilmente molto prima, o forse non aveva deciso proprio nulla ma si è fatto sopraffare dagli eventi. Non l’ho mai saputo. Ad ogni modo se n’è andato.
Senza spiegazioni, senza una parola, un messaggio, una telefonata.

Un giorno, qualche mese dopo, gli ho chiesto se ci potessimo vedere. Anzi, gli ho detto che sarei stata felice di vederlo.
Non ho mai ricevuto risposta.

Ho smesso persino di cercarle, le risposte, perché farlo era troppo doloroso.

Non ho avuto altra scelta che iniziare a pensare solo a me stessa.
Vi ricordate di quel colloquio che avevo fatto a New York?
Un giorno mi sono messa in contatto con le persone con cui avevo parlato. Non c’erano opportunità di collaborazione in quel momento, ma mi hanno consigliato di seguire i corsi di creatività online del cliente con cui avrebbero voluto farmi lavorare.

Così mi sono iscritta. Uno dei primi esercizi chiedeva di inviare una lettera al bambino o alla bambina che c’è in ognuno di noi.
Il risultato è quello che leggete, virgolettato, qui sopra.

Fine


So che molti di voi resteranno delusi.
Mi avete scritto in tanti chiedendomi il lieto fine, a volte quasi implorandomi di scriverlo, forse perché c’è davvero bisogno di credere che un Amore del genere possa esistere e possa durare per sempre.
Anch’io, come voi, ho sperato a lungo che potesse essere così. Per mesi e mesi sono stata molto combattuta, ho cambiato idea innumerevoli volte, pensavo addirittura di non avere le capacità di scrivere un finale più originale.
Il lieto fine era la soluzione più semplice e quella che avrebbe accontentato tutti.

Ma la vita è strana e come vi ho detto più volte, con me lo è stata particolarmente, al punto che mi sono quasi sentita costretta a raccontarvelo.

Non sempre le cose vanno come immaginiamo, ma è proprio in quel momento che bisogna tirare fuori il coraggio e abbandonarsi a ciò che non possiamo, in alcun modo, controllare.

Isabella sta bene e la sua vita è diventata, giorno dopo giorno, sempre più magica.
Il lieto fine per me è sempre stato questo: avere la certezza di poter superare qualsiasi dolore e ostacolo camminando nella direzione dei propri sogni.
Tutto il resto poi viene a bussare alla nostra porta, Amore compreso. Basta crederci.

Ma questa è un’altra storia, che cercherò di raccontarvi.

Ho scritto tutto il post con le lacrime agli occhi, dovrei scrivere un altro libro solo per i ringraziamenti.
GRAZIE DI ❤ per avermi accompagnata, spesso mano nella mano, in questa follia.
Benedetta