Sono tornata alla mia scrivania e ho iniziato a scrivere, come un fiume in piena.

“Ci sono dei momenti in cui uno vorrebbe dire talmente tante cose che forse l’unico modo per dirle tutte è stare zitto.”
E’ quello che faccio con te dal giorno in cui ti ho conosciuto, sette anni fa. Non mi chiedere perché: non te lo so dire in questo momento.

Nell’ultimo periodo ho provato a scriverti tante volte, ma non ci sono mai riuscita. Erano tutte bozze che finivano nel cestino.
E poi è arrivata la tua lettera. Non sai quanto sia stata felice di ricevere quelle parole, che erano le stesse che sarebbero uscite da questa tastiera, se non fossi stata bloccata dalla paura. Paura di cosa? Non so nemmeno questo.

Scrivere è l’unico modo con cui riesco a comunicare davvero quello che penso e provo, ma quando si tratta di mandare due righe a te, non riesco a formulare frasi di senso compiuto. In realtà forse è perché non ti vorrei dire cose di senso compiuto, è come se ci fosse sempre nell’aria un discorso senza capo né coda ma che per qualche strano motivo non si interrompe.

A un certo punto non sono più riuscita a guardare le cose dall’alto, mi sono resa conto di esserci dentro in modo del tutto inaspettato più di quanto immaginassi e…ho perso le parole. Dalla prima all’ultima. Mi sarei voluta vedere da fuori tutte le volte che ti ho guardato senza riuscire a dire nulla, però credimi, ogni tua frase e ogni tuo gesto erano un colpo al cuore e per quanto cercassi di risponderti in modo sensato ti avrei solo voluto chiedere ma cos’è tutto questo?
Di solito riesco a controllare benissimo i miei sentimenti, soprattutto quelli che mostro all’esterno, ma con te è diverso, ho sempre l’impressione che tu capisca tutto quello che provo e questa cosa mi spiazza completamente.
Non ci sono abituata, ho sempre pensato che nessuno mi capisse fino in fondo.

Quello che mi hai detto poco fa – e di cui parleremo quando e se vorrai – non fa altro che confermare ciò che pensavo del nostro rapporto: è bello e speciale. Vorrei che fosse solo così. Ma è anche complicato e diverso da tutti gli altri. Mi crea dei momenti di blackout, lo ammetto. E quindi ho paura.

buon-viaggioMi spaventa l’idea di scoprire che possa esistere una cosa così grande che non si potrà “portare avanti”, per mille motivi, tua moglie e il mio quasi-marito in primis.
E ho il terrore di soffrire. Ho già vissuto situazioni difficili in passato e – visto che ci pensa già la vita a sbattertele in faccia – mi sono ripromessa di non crearmi problemi con le mie mani.
Se un giorno sparisci, io cosa faccio?
Vorrei solo avere la libertà di fare un po’ di chiarezza e non so se sarà possibile, con il tuo trasferimento. Ma forse sarà un bene. Avrai altri pensieri: la vita americana, i compagni di classe, opportunità di lavoro che in Italia, probabilmente, non esistono nemmeno. E che tu ti meriti di scoprire e di prendere al volo.

Buon viaggio, Ste.
Io resto qui e mi troverai tutte le volte che vorrai.

Isa

Anche questa volta l’email è rimasta salvata nelle bozze.
Fino al giorno della sua partenza, quando ho trovato il coraggio di premere Invio.